Tutto su Senzaudio

C’era bisogno di un altro blog che parlasse di sport, cinema, musica e letteratura?
No, non ce n’era bisogno, ma noi lo si fa lo stesso perché ne abbiamo voglia.
Perché “Senzaudio”?
Mah, le ragioni sono molte e diverse anche in considerazione del fatto che il blog è un blog multiutente per cui dietro al classico “noi” si celano delle individualità ben precise.
La prima ragione che ci viene in mente è probabilmente la più semplice. Avevamo voglia di raccontare delle storie. Volevamo raccontare di cose che amiamo in maniera diversa, meno giornalistica. E non perché non apprezziamo il giornalismo, anzi, alcuni di noi per mestiere fanno proprio quello, scrivere per un giornale. Volevamo che nel raccontare le partite di calcio, i libri, i film e le canzoni si riuscisse a percepire l’amore di ognuno di noi per l’argomento trattato.
Non scriviamo articoli su “Senzaudio” perché dobbiamo farlo per portare a casa la pagnotta, qui si scrivono storie perché abbiamo voglia di farlo, perché c’è la passione che muove le dita sulla tastiera.
Poi ovviamente ognuno di noi ha delle ragioni personali, ragioni che di volta in volta ogni autore espliciterà nei modi e nelle tempistiche che meglio crederà opportune.
In ogni caso, qui a “Senzaudio” si vorrebbe riuscire a parlare alla testa delle persone e non alla loro pancia perché crediamo che non esistano lettori pigri, ma solo lettori poco abituati a certi tipi di scrittura.
Per ultima cosa, il nome.
Perché avete chiamato un blog che parla di musica, sport, letteratura e di immagini in movimento “Senzaudio”.
Ecco, la scelta è colpa o merito di uno degli utenti che un giorno ha deciso di togliere l’audio alla Tv mentre seguiva le partite.
In quel momento si è accorto che le capiva meglio, le apprezzava di più e imparava anche più di quanto avesse imparato prima seguendo i commenti sportivi e ciò ci è parso significativo.
“Senzaudio” si capisce tutto meglio.

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